Spettacolo di Teatro Danza sulla Sclerosi Multipla

TESTI

Eravamo anche distratti

Giuse Rossetti

 

Lo studio, le delusioni e le soddisfazioni.

La danza, le mille altre passioni.

 

Eccoci qui, quasi trentenni.

 

Una laurea costata sacrificio

ed un mestiere che è tutto

difficoltà ed incertezze.

 

Ma quel minimo di stabilità

ci fa comprendere il significato di “adulto”.

 

Descrivere la serenità nei minimi dettagli,

se ancora non è quella che cercavi,

è tempo perso.

 

Già: la stabilità.

Ancora un po’ di pazienza,

senza fretta.

Altri sacrifici per noi,

noi così abituati a farne.

 

Bene.

 

Poi, improvvisamente, il nulla.

Il nulla che lasciano

le scoperte meno attese: la malattia.

 

Ammalarsi gravemente

in questa stagione della vita,

nella quale una brutta malattia

è qualcosa che è successo ad un amico.

O al conoscente di un amico.

 

A quello sconosciuto che parlava un giorno alla tv.

 

Eravamo anche distratti.

 

Chissà di quale malattia parlava.

__________________________________________

 

Il rumore dei miei passi

Giuse Rossetti

 

A volte sogno il rumore dei miei passi:

svelti, costanti, incessanti.

Non è il rumore che sento da sempre,

è diverso.

 

Non lo saprei spiegare.

Non vorrei raccontarlo

per non sentirmi chiedere nulla in merito.

 

Svelti, costanti, incessanti.

 

Dritti, precisi,

verso una meta lontana.

Lontana dal latte che sta per finire,

lontana dalla bolletta che sta per scadere.

Lontana dal fare tardi ad un appuntamento,

ancora più distante

da un treno che sta per partire.

 

Svelti, costanti, incessanti.

 

Vanno verso la vittoria.

E vincere, purtroppo, non è certo guarire.

Ma vincere,

se la vittoria è autentica, è libertà.

E soprattutto consapevolezza.

 

Un limite non prende forma di tragedia

soltanto nel momento in cui ne prendi atto,

nel preciso istante in cui lo conosci.

E riconosci.

 

Un ostacolo? Temere un ostacolo?

Proprio no, anzi,

piuttosto deridere l’ostacolo.

Cambiando direzione una volta

come un milione di volte.

 

Il limite dei limiti

è pensare che a qualcosa

possa non esserci rimedio.

Alla morte forse,

ma dimenticarsi che siamo vivi

cos’è se non una pazzia?

__________________________________________

 

Ho rischiato

Margherita Gargiulo

 

Ho rischiato di fare della mia vita una lunga notte senza luce.

 

Ho rischiato di fare della mia vita un rogo,

per bruciare la mia fede ed i miei sogni.

 

Ho rischiato di fare della mia vita una porta sprangata,

per non sentire le voci del mondo.

 

Ho rischiato di fare della mia vita un sipario chiuso,

per non godere più della danza.

 

Ma la forza della mia danza

ha trasformato la mia vita in una lunga notte illuminata

dalla luce delle stelle;

in una fiamma di passione,

in una porta aperta ad accogliere le mie e le sofferenze altrui,

in un sipario aperto sul palcoscenico della vita e ballo,

ballo con una passione che nessuno potrà mai offuscare.



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