Spettacolo di Teatro Danza sulla Sclerosi Multipla

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Al Cortile OF

Dopo la data al Teatro Magnani, SMania di vivere torna a Fidenza, questa volta al Cortile OF (Palazzo delle Orsoline). Sarà nostra ospite Antonella Marino, attrice che introdurrà lo Spettacolo recitando un proprio brano. Spargete la voce, vi aspettiamo!

L’ingresso è ad offerta, parte del ricavato andrà come sempre a finanziare la ricerca.

Per qualsiasi info: smaniadivivere@gmail.com

Volantino SMania Orsoline JPEG

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Appuntamento alla Casa della Musica

Quando mi hanno proposto di partecipare all’incontro con Alessandra Cinque ho accettato con molto entusiasmo, non poteva essere diversamente. Le nostre storie, all’apparenza così diverse, poggiano su un comune denominatore che ci lega intimamente pur non essendosi mai incrociati i nostri cammini. Non chiamiamola “disabilità”, qui si parla di “tenacia”. La tenacia di chi non ha tempo da perdere nel piangersi addosso, nel basare l’esistenza sul chi eravamo o sul chi diventeremo, la tenacia di chi sa chi è ora, nel presente. Davanti a qualsiasi ostacolo della vita, grande come le malattie o piccolo come i timori, la consapevolezza resta la principale arma. Accettarsi sembra soltanto la coniugazione di un verbo molto adatto alle moderne frasi fatte, quando invece nasconde un’autentica terapia contro ogni forma di malessere. Per decenni si è parlato di una determinata fascia sociale definendola “portatori di handicap”. Ora, almeno per il mio modo di interpretare la vita, mi sembra sempre più una caratteristica di chi sta a guardare questa condizione e non di chi la vive sulla propria pelle.

Erica Brindisi

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Grande successo a Parma

Grazie amici.

Mercoledì sera il risultato di SMania di vivere ha superato ogni aspettativa: le poltrone rimaste vuote all’Auditorium Toscanini si contavano sulle dita di una mano. Essendo stata la prima data nella nostra città, la presenza di così tanto pubblico ci ha fatto un immenso piacere. Grazie ai neurologi intervenuti, il Prof. Franco Granella e il Dott. Enrico Montanari. Prezioso anche il contributo di Mauro Saccani, Presidente di AISM Parma sempre disponibile che, assieme alla co-organizzazione del Comune di Parma ha dato vita ad un incontro così sentito, col prezioso supporto del neonato gruppo AISM YOUNG parmigiano. Un grande ringraziamento lo dobbiamo anche a Repubblica e a Il Fatto Quotidiano per aver sponsorizzato questa nostra data attraverso due interessanti articoli sui loro portali. Durante le prove ci ha raggiunto Roberto Serra, grande fotografo bolognese che ha voluto immortalare Erica con alcuni splendidi scatti che potete vedere nella nostra galleryArrivederci dunque all’anno prossimo con nuove date in giro per l’Italia.


SMania su Il Fatto Quotidiano

IL FATTO QUOTIDIANO.it

La ragazza che balla contro la sclerosi multipla
“Con la danza racconto la mia malattia”

Erica ha 32 anni, in scena ci sono lei e la stampaella che l’aiuta a muoversi: “Ma non chiamatemi ragazza coraggio. O la poveretta che la gente va a teatro non per guardarla, ma per compassione”. Stasera a Parma lo spettacolo

La donna che danza con la vita torna a casa, a Parma. Erica Brindisi, 32 anni e una stampella per amica, ballerà finalmente davanti al suo pubblico dopo un anno trascorso sui palchi d’Italia. Lei e quel suo partner riottoso: lasclerosi multipla. L’appuntamento è per stasera all’Auditorium Toscanini di via Cuneo, alle 21, a Parma.

Erica è infatti due cose insieme e dunque sintesi perfetta dell’impensabile: ballerina e paziente affetta da Sm, da sclerosi appunto. Insieme a suo marito, Giuse Rossetti – un grande uomo che sta dietro a una grande donna – un giorno del 2010 capì d’essere più tosta di quel destino che con perfida ironia provava a paralizzarle il corpo: proprio a lei, che con i muscoli lavora e si emoziona dall’età di sei anni, da quando cioè indossò per la prima volta le scarpette. Nacque così un insolito pezzo di teatro danza che in mezzora di stiramenti e spaccate fa carta straccia di tabù e precetti medici: “Decidemmo insomma di mettere in scena la malattia – racconta – di farne arte per dimostrare che la sclerosi multipla si può battere”.

Lo spettacolo si chiama “SMania di vivere”, dove le maiuscole non sono casuali. Sul palco ci sono Erica e una stampella, sua compagna di vita dal “15 settembre 2006 (e potrei dirti anche l’ora)” come puntualizza lei:  “Gli americani hanno l’11 settembre, io ho il 15, data nella quale mi diagnosticarono la Sclerosi multipla”. L’esibizione dura trenta minuti e sintetizza gli stadi esistenziali della malattia: Scoperta, Accettazione, Sconfitta (morale almeno) del male “che può togliermi le gambe ma non la razionalità”. Le musiche le ha composte Giuse, la roccia da cui germoglia questo fuscello tenace che è Erica: chi li guarda sente che i due insieme possono tutto. E infatti. Dopo un anno i “dirty dancing” dell’ostinazione (guai a parlare di “coraggio” e luoghi comuni del genere) hanno scosso l’Italia.

Partita da un piccolo teatro di provincia, a Rovoleto di Cadeo nel piacentino, la piéce ha conquistato i teatri di  Vicenza, Rovereto, Forlì, Fontanellato (Parma), Pontenure (Piacenza), Milano, Como, Foggia, Messina, Busto Arsizio (Varese), Roma “dove avevamo anche il patrocinio di Roma Capitale – dice ‘Giuse’ con gli occhi che ridono – e più sponsor di Bruce Springsteen”. Il ricavato, ogni volta, è andato alle Aism, le sedi locali dell’Associazioni italiana sclerosi multipla fondamentali per la riuscita dello spettacolo . Lo scorso 30 novembre, poi, l’apoteosi: esibizione fuori confine, addirittura al teatro “Principessa Grace” del Principato di Monaco. Alla fine anche Parma s’è accorta di lei, di loro: “In casa nostra in effetti è stato più faticoso organizzare SMania di vivere” dicono i due, lei originaria di Foggia ma residente da tempo nel parmense. Anche in questo caso “un grazie va all’Aism e al Comune che ha coorganizzato la serata”.

Un attimo però. Fermi con le lacrime facili: “Ci tengo a non passare per la ‘ragazza coraggio’  –  mette in chiaro Erica – per la poveretta che tutti vengono a guardare perché malata, né voglio che si pensi all’utilizzo strumentale della malattia che è e resta un’esperienza drammatica e terribile”. In questi mesi, anzi, la ballerina ha ricevuto varie proposte professionali. A Milano, per dire, s’è fatto avanti nientemeno che Michele Villanova, ex primo ballerino della Scala: “Mi ha proposto di fare un passo ulteriore, di andare oltre la rappresentazione della sclerosi e fare la danzatrice a tutto tondo. Per me è stato un onore e l’ho ringraziato”. Però Erica ha in mente altro: “Io voglio che si parli della sclerosi, punto e basta”. E cita due episodi, due perle che autorizzano anche i lucciconi agli occhi: “Per me i risultati più importanti sono quelli che riguardano le vite dellepersone”.

Così è stato per quella ragazza, ballerina anche lei, che quando a 13 anni seppe di essere affetta da Sm smise di danzare. “Ebbene, dopo aver visto il mio spettacolo – ricorda Erica – quella ragazza ha ricominciato. E Così è capitato anche a Foggia, dove una studentessa ha assistito ad una rappresentazione e da allora ha cambiato il suo approccio con la madre malata”. Prego allora, accomodarsi in sala. Va in scena la vita che danza con il male.


SMania di vivere compie un anno… Su Repubblica

Ballare con la sclerosi
Il grande successo di Erica

Erica Brindisi,32 anni ballerina affetta da SM, da un anno gira i teatri di tutta Italia con uno spettacolo sulla malattia. Un successo enorme, che sta scuotendo le coscienze: “Voglio parlare alle persone col mio stesso problema, una bimba malata dopo aver visto il mio spettacolo ha ricominciato a fare sport”. Danzerà nel Principato di Monaco, notata anche dall’ex primo ballerino della Scala Michele Villanova

di MARCO SEVERO

Ballare con la sclerosi Il grande successo di Erica

Dice ridendo che è diventata “una star mio malgrado”. Riceve premi, inviti da sogno. Il prossimo 30 novembre, rullo di tamburi, salirà sul palco del teatro “Principessa Grace” del Principato di Monaco. Lei e la sua stampella. Erica Brindisi un anno dopo è una donna di 32 anni che, innanzitutto, sta bene. Ha grinta da spendere e cose da dire.

Nessun segno, esteriormente, tradisce la presenza di quella compagna che non la molla dal 2006: la sclerosi multipla. “E’ un buon  periodo, mi sento in forma, non ho avuto più ricadute anche grazie al Tysabri” dice mostrando una scatoletta di medicinale. Erica, ballerina dall’età di 6 anni, si muove sul filo della leggerezza danzando con la vita.

Da un anno insieme a suo marito Giuseppe Rossetti  –  un grande uomo che sta dietro a una grande donna  –  racconta la sclerosi in teatro. La mette in scena con lo spettacolo di danza SMania di vivere, come scritto nell’ottobre 2010 da Repubblica Parma Leggi 2. Le maiuscole sono le iniziale della sclerosi multipla: un’idea nata un po’ così, tra lo scetticismo di molti. La malattia, questo il concetto di fondo, non va ricacciata in un angolo.

A crederci subito furono le Aism del piacentino, le sedi locali dell’associazione nazionale sclerosi multipla. Rovoleto di Cadeo fu la prima tappa, l’apripista di una trafila che ora annovera Vicenza, Rovereto, Forlì, Fontanellato, Pontenure, Milano, Como, Foggia, Messina, Busto Arsizio: tutte le città dove lo spettacolo è stato replicato, come ricorda anche il sito web di Erica e Giuseppe GUARDA. Il ricavato, ogni volta, è andato alle Aism. “Qualche volta  –  sorride Erica  –  ci abbiamo anche rimesso di tasca nostra”.

“No alle lacrime facili” – Il prossimo 27 novembre SMania di vivere arriverà a Roma, al teatro Elsa Morante: “La locandina è fantastica  –  dice Giuseppe  –  abbiamo più sponsor noi che Bruce Springsteen, ci hanno concesso persino il patrocinio di Roma Capitale”. A Messina lo scorso maggio c’erano 230 persone sedute in platea per Erica, che nel copione danza con un stampella su musiche scritte da suo marito. “Neanche a Foggia, mia città natale  –  continua a stupirsi Erica, che vive a Fidenza con Giuseppe  –  abbiamo ottenuto un pienone simile”. La lunga rincorsa toccherà persino il Principato di Monaco, quasi a confezionare la favola perfetta.

Appuntamento il 30 novembre nel teatro che porta il nome di Grace Kelly addirittura. Però fermi tutti. Piano con i rubinetti del miele e con le lacrime: “Ci tengo a non passare per la ‘ragazza coraggiò  –  mette in chiaro Erica – per la poveretta che tutti vengono a guardare perché è malata, né voglio che si pensi all’utilizzo strumentale della malattia”.

A Milano ha conosciuto Michele Villanova, ex primo ballerino della Scala e di recente giurato per Maria de Filippi nel suo talent show: “Mi ha proposto di fare un passo ulteriore, di andare oltre la rappresentazione della sclerosi e fare la ballerina a tutto tondo. Per me è stato un onore e l’ho ringraziato”. Però la strada tracciata da Erica è un’altra: “Io voglio che si parli della sclerosi”. E cita due episodi, due perle che autorizzano anche i lucciconi agli occhi: “Per me i risultati più importanti sono stati quelli che hanno riguardato le persone.

Ricordo per esempio quella ragazza, ballerina anche lei, che quando a 13 anni seppe di essere affetta da SM ha smise di danzare. Ebbene, dopo aver visto il mio spettacolo quella ragazza ha ricominciato. Così è capitato anche a Foggia, dove una studentessa ha assistito ad una rappresentazione e da allora ha cambiato il suo approccio con la madre malata. Prima non voleva più saperne della tragedia familiare, con la mia danza sono riuscita a far scattare qualcosa in lei”.

E finalmente dopo un anno anche Parma ha battuto un colpo: “A dicembre, forse, riusciamo ad approdare con SMania di vivere anche nella nostra città, stiamo cercando un teatro parrocchiale, un posto che non pretende tanti soldi”. Mauro Saccani, dall’Aism parmigiana, è al lavoro. Dopo il Principato e Grace Kelly è pronto il rientro della “star suo malgrado” nel Ducato.