Spettacolo di Teatro Danza sulla Sclerosi Multipla

Archivio per ottobre, 2010

“SMania di vivere” a Bontà loro

La promozione del nostro progetto continua su RAI UNO, mercoledì 27 ottobre siamo stati ospiti in diretta a Bontà loro. Abbiamo avuto l’onore di chiacchierare con Maurizio Costanzo, per parlargli della nostra iniziativa. Ne è stato entusiasta, gli autori hanno quindi deciso di ospitarci in questa trasmissione. Mettere piede al Teatro Parioli è stato emozionante, specie perchè, pur non essendoci mai stati prima, la sensazione era quella di entrare in un luogo molto familiare. Sarà che su questo palco hanno girato 4.391 puntate del Maurizio Costanzo Show nell’arco di 25 anni, quindi il Parioli è stato una sorta di ulteriore stanza nelle case di tutti gli italiani. Un particolare ringraziamento va a Pierluigi Pisa, l’autore che ci ha accudito in questa avventura. Ovviamente un grazie di cuore va anche a tutta la produzione RAI, sempre attenta e pronta a soddisfare ogni esigenza degli ospiti.

Erica e Giuse


“SMania di vivere” sulla Gazzetta di Parma


E’ arrivata la galleria fotografica

In questa sezione potete vedere le foto degli spettacoli:

https://smaniadivivere.com/galleria-fotografica/

Le immagini della prima teatrale sono state realizzate da Nicola Franchini


“SMania di vivere” a Domenica in


Un giorno a RAI UNO

Domenica 24 ottobre è stata una giornata molto intensa e stressante. Ma non per questo priva di soddisfazioni. Siamo stati invitati a partecipare a “Domenica in”, la storica trasmissione della RAI che ogni domenica tiene incollati milioni di spettatori alla tv. Quei sei minuti di intervento, visti da casa, possono sembrare un minuscolo spazio. Ma possiamo assicurare che, per quei pochi istanti, si sta in giro ed in tensione giorni interi, fatti di telefonate, email, accordi sui tagli dei brani, grafica delle foto, dei video, poi luci, inquadrature e chi più ne ha più ne metta. Poi arriva il momento in cui sai che, in una manciata di minuti, devi essere capace di trasmettere uno spettacolo intero. Beh: ce l’abbiamo fatta. Il messaggio ha fatto centro, lo si è intuito dagli sguardi, dagli applausi, dalle numerose telefonate ed sms per farci sapere un “mi sono commosso” oppure “ho capito quanto sia importante l’ottimismo”.

Un grande grazie va alla produzione e agli autori, persone di rara umanità ed impeccabile professionalità: Cristiano Strambi, Chiara Ferraro e Fabio Roberti ci hanno accolto ed accudito come fossimo amici di vecchia data. E poi lei, Lorella Cuccarini, che si è dimostrata oltremodo “alla mano”, cosa che non ti aspetti quasi mai da un personaggio così importante e noto. Morale della favola: una favola. Speriamo quindi che tutto ciò serva a diffondere a più gente ancora il nostro messaggio, ma anche a far aumentare le date in cartellone, di conseguenza l’aiuto alla ricerca.

Come sempre grazie anche a voi, amici cari e amici nuovi

Erica e Giuse


Stasera alle 21:00 la prima per “SMania di vivere”

Ci siamo.

Tra poche ore si concretizzerà la nostra iniziativa, vedremo finalmente l’effetto che farà ai vostri occhi questo spettacolo. Ci sono voluti parecchi mesi di faccia a faccia tra me ed Erica, psicologia di coppia, composizione, riprese, montaggi video, stesura dei testi e relativa ricerca della miglior voce che li potesse recitare, ideazione delle coreografie e quant’altro. E poi la promozione, che non è esattamente aspetto da meno, poichè scovare i canali adatti, gli enti, spedire centinaia di email, incontrare decine di persone, passare ore al telefono è giusto un pochino snervante. La promozione dà poi giustamente i suoi frutti, e ne conseguono quindi interviste, sia telefoniche che via email, allestimento di cartelloni teatrali. Poi risposte alle richieste di nostre performance, a chi ci propone di andare in tv per parlare di questa iniziativa che ha generato una curiosità che, a onor del vero, non ci aspettavamo così prepotente. Nel senso buono del termine, ovviamente.

Se la soddisfazione sarà direttamente proporzionale allo sforzo precedente, credo che dopo lo spettacolo di stasera saremo, comunque vadano le cose, soddisfattissimi. Ora le ultime cose da fare spettano per forza di cose a voi e sono soltanto due (e non troppo impegnative): venire al nostro spettacolo e dare il vostro piccolissimo contributo. L’unione fa la forza, di conseguenza il vostro minimo sforzo si trasformerà in un grande aiuto ad AISM, e quindi anche alla ricerca sulla Sclerosi Multipla. Mi raccomando allora: fate girare la notizia in questa ultima mezza giornata che ci separa dall’evento, più siamo e meglio è.

A stasera cari amici.

Giuse ed Erica


Intervista su Radio Popolare

Marta Bonafoni intervista Erica Brindisi e Giuse Rossetti all’interno della rubrica “Facciamo gli italiani” su Radio Popolare, è possibile ascoltare la versione integrale a questo link:

http://www.radiopopolareroma.it/node/3384


Intervista sul sito nazionale AISM

Erica Brindisi: teatro danza per andare oltre la SM


Ha 31 anni, è sposata con un musicista, Giuse Rossetti. È ballerina, avvocato e lavora presso il Centro Servizi per il Volontariato della Provincia di Reggio Emilia. La sua grande passione è la danza. Insieme al marito musicista ha realizzato uno spettacolo di Teatro Danza. Si è diplomata all’Imperial Society of Teachers of Dancing di Londra. E ora balla con una stampella: ha la SM da cinque anni.

Erica Brindisi - Smania di vivere

Sottile, leggera. Ha l’eleganza della ballerina, e un volto che non passa inosservato, una voce energica, che ispira simpatia. Balla da quando aveva sei anni: il ballo è il suo mondo, ma chiacchierando precisa: “la danza è un valore che appartiene a tutti, è un patrimonio irrinunciabile, non è un valore solo mio”.

E in questo crede. Perché accanto alla professione dell’avvocato, c’è quella prepotente e appassionante della ballerina, per le performance di Teatro danza svolte in passato all’interno di una compagnia di danza, del desiderio di una vita sui palcoscenici.

“A tutto questo non ho rinunciato neppure dopo la diagnosi di SM: come si può rinunciare alla propria anima? Subito dopo la diagnosi ha vinto la sconfitta. Una diagnosi così – avevo 26 anni, mi stato accingendo all’esame orale per la professione – ti annienta. La malattia mi aveva limitato alla parte sinistra del mio corpo: non riuscivo a muovere bene la gamba, avevo problemi di coordinamento, non vedevo bene… Ma poi. Poi ha vinto la consapevolezza che si vince sempre quando non si abbandona. E che la danza, anche senza piroette è danza”.

E tu non hai abbandonato. “No io non ho abbandonato né i sogni, né la passione, né la mia lunga formazione artistica. Ho capito che la mia SM non avrebbe mai potuto togliermi la mia capacità di essere così come sono, la mia capacità di provare emozione e dare emozione è diventata ancora più forte, più consapevole”.

“Una volta riassettata nel mio equilibrio e nei miei affetti – c’è sempre una selezione naturale anche nelle amicizie – anche se appoggiata a una stampella, ho ricominciato a vivere. Come volevo io”.

Vince chi seduce. E tu hai sedotto la danza. Hai messo in scena la malattia, ne hai fatto arte per dimostrare che la sclerosi multipla si può battere.

Insieme al marito musicista ha messo insieme, dopo oltre un anno di lavoro uno spettacolo di Teatro danza. Si chiama “SMania di vivere” ed è un progetto che racconta come Erica ha messo all’angolo la SM, nonostante le ricadute, l’aggressività della malattia, la stampella –“la mia eterna nemica-amica” – il pietismo di molti “che se ti vedono reagire – precisa Erica – quasi si dispiacciono”.

Con la forza della danza, delle emozioni, degli applausi, della ribalta (ma anche degli affetti – quello della mamma in particolare – e dell’amore – Giuse è un regista molto innamorato della danza di Erica) Erica “sconfigge” la sua malattia in punta di piedi.

Con lei sul palco “la nemica/amica stampella”, quel dannato arnese con cui Erica ha imparato a fare i conti, sia in scena sia nella vita, e insieme provano a raccontare gli stadi emotivi della malattia.

“Metto in scena la scoperta della malattia, cioè il momento in cui il mondo ti crolla addosso e vorresti morire. Ma poi arriva l’accettazione. E la necessità di arrivare al giorno dopo e tener fede agli impegni, anche quelli di studio. Per me avviene quando un giorno, scherzando, dissi a mia mamma: vorrà dire che sulla mia tomba scriverete il nome e poi la frase ‘Avvocato che mai esercitò’.È evidente che non mollai. La svolta avviene nel momento in cui “ capisci che la malattia può toglierti due gambe ma non la razionalità, non la passione. Ed è proprio così che la sclerosi scopre le sue carte e può essere sconfitta: “mai la SM potrà impedirmi di continuare a fare quello che ho sempre fatto, a ballare per esempio”.

“È un messaggio, questo, che voglio far arrivare a tutti, soprattutto alle persone con SM. La SM non sconfigge le persone. Voglio fare la mia parte per aiutare e per supportare l’associazione che più di tutte aiuta e supporta le persone e i giovani con SM, senza promettere miracoli irraggiungibili. Io sono stata aiutata tanto dall’AISM: il mio sogno è riuscire a portare il mio spettacolo dappertutto… ”.

Intervista a cura di Enrica Marcenaro


Sabato 23 ottobre – La prima si avvicina


Recensione su superando.it

Quella SMania di vivere

Non sono un refuso, quelle due iniziali maiuscole della parola smania: stanno a indicare infatti la sclerosi multipla della protagonista di uno spettacolo di assoluto valore, quello in cui Erica Brindisi mette in scena la propria malattia e la “vince”, dimostrando di poter continuare a fare qeul cvhe aveva sempre fatto, ovvero ballare. La prima rappresentazione di “SMania di vivere” – che si avvale delle musiche e dei video di Giuseppe “Giuse” Rossetti – andrà in scena a Roveleto di Cadeo (Piacenza) il 23 ottobre e come le successive servirà in parte a finanziare le attività dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) e la ricerca sulla sclerosi multipla

Logo dello spettacolo «SMania di vivere»
I turbamenti, le ansie e i timori di chi vive quotidianamente con una sclerosi multipla e, al contempo, un messaggio di speranza lanciato attraverso un atteggiamento positivo e tenace.
È uno spettacolo particolare, SMania di vivere – con la S e la M maiuscole, a indicare appunto la sclerosi multipla – ma di assoluto valore, anche artistico, che ha per protagonista Erica Brindisi, 31 anni, danzatrice, che insieme al marito, il compositore Giuseppe “Giuse” Rossetti, si è letteralmente inventata questa rappresentazione di teatro danza, per «mettere in scena la malattia, facendone arte, per dimostrare che la sclerosi multipla si può battere», come ha raccontato recentemente la stessa Erica al quotidiano “la Repubblica“, ove è apparso un bel servizio curato da Marco Severo.

Tutto quindi nasce, come spiega Giuse Rossetti – che nello spettacolo cura le musiche e i video – «dall’esperienza vissuta dalla protagonista, affetta da sclerosi multipla che, nonostante tutto, continua la sua lotta contro la malattia,senza rinunciare alla danza, la sua grande passione».
Sono idealmente tre le parti in cui è diviso lo spettacolo. «La prima di esse – continua Rossetti – è dedicata alla scoperta della sclerosi multipla e alla sensazione di vuoto e smarrimento che la caratterizza. La seconda, più riflessiva e introspettiva, è dominata dall’accettazione del proprio stato e dalla convinzione di poter riuscire a convivere con la malattia. La terza e ultima parte parla della “vittoria” sulla patologia, intesa non ovviamente come guarigione, ma come consapevolezza del poter riuscire ad esprimersi in modo incondizionato, nonostante i limiti che la malattia stessa porta o porterà».

Sensibilità, dunque, coraggio, speranza, ma anche solidarietà. Infatti, parte del ricavato di ogni rappresentazione dello spettacolo – e prossimamente ce ne saranno molte, soprattutto in Emilia Romagna – andranno alle Sezioni dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), per finanziarne le attività e sostenere le ricerche sulla malattia.
«La sclerosi multipla può toglierti due gambe, ma non la razionalità», ha dichiarato ancora Erica alla «Repubblica», «e portare in scena la mia storia credo possa essere un bel messaggio di speranza per chi si trova nella mia stessa situazione». (S.B.)


Grazie amici.

E’ molto importante l’interesse che state dimostrando verso la nostra iniziativa. Anche su Facebook i contatti ed i messaggi crescono di giorno in giorno: l’unione fa la forza. Ne approfitto per ringraziare pubblicamente i cari amici Stefano Chiodaroli, Enrico Bertolino, Saturnino, Fabrizio Casalino e Marcello Macchia, perchè non hanno esitato un solo secondo a divulgare nel loro spazio la notizia del nostro spettacolo. D’altronde la sensibilità dei grandi artisti si vede anche da questi piccoli grandi gesti… Nel corso di questa mattina dovrebbero arrivare altre tre date da inserire in cartellone, verrà così aggiornato il calendario il prima possibile.

Restiamo in contatto.

Buona giornata a tutti voi.


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SMania di vivere sì:

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Prima teatrale per SMania di vivere

La prima andrà in scena al Teatro di Roveleto di Cadeo (PC), il 23 ottobre alle ore 21:00. A presentare lo spettacolo interverranno personalità AISM e FISM, per parlare delle ultime novità nel campo della ricerca.


SMania di vivere – intervista su Repubblica

Ballerina sul filo del coraggio
Sul palco va in scena la sclerosi

La sfida di Erica Brindisi, danzatrice affetta dalla SM. Il 23 è in programma la ‘prima’ dello spettacolo “SMania di vivere”, un progetto inedito che racconta – in prima persona – gli stadi emotivi del malato. La storia d’amore fra lei e il marito compositore

di MARCO SEVERO

Ballerina sul filo del coraggio Sul palco va in scena la sclerosi

Sul palco una ballerina e una stampella. Titolo dello spettacolo, ‘SMania di vivere’. Le maiuscole non sono casuali perché la ballerina ha la SM, la Sclerosi multipla. Lei si chiama Erica Brindisi, è un fuscello con un sorriso e due occhi che brillano. Balla da quando aveva 6 anni, Erica. Adesso ne ha 31, come suo marito che è una roccia e si chiama Giuse (Giuseppe) Rossetti. Insieme Erica e Giuse hanno capito d’essere più tosti della SM e si sono inventati un pezzo di Teatro danza: “Mettiamo in scena la malattia, ne facciamo arte per dimostrare che la sclerosi multipla si può battere”.

Tutto normale, semplice anche.
“No, affatto – dice Erica – chi mi vede adesso non sa quanto dolore c’è dietro una scelta del genere”. Giuse l’accarezza con gli occhi, chi li guarda capisce che questi due insieme possono spaccare una montagna. La prima dello spettacolo ci sarà il 23 ottobre prossimo alle 21. Appuntamento al teatro di Rovoleto di Cadeo, in provincia di Piacenza. Le Aism del piacentino, le sedi locali dell’Associazione italiana sclerosi multipla, sono state le prime ad accogliere la proposta. Spericolata e inedita. A teatro verranno anche assessori e rappresentanti delle istituzioni da diverse provincie del nord Italia. La speranza è che anche a Parma qualcuno si accorga di loro: finora la risposta non è stata incontenibile. Erica e Giuse vivono a Fidenza, lei è foggiana di origine (“mi raccomando di non fare confusione fra Foggia e il cognome Brindisi” ride).

Quel 15 settembre
– All’età di 26 anni, “il 15 settembre 2006 e potrei dirti anche l’ora”, la ballerina Erica seppe quella cosa: “Gli americani hanno l’11 settembre – dice lei con una forza irriducibile – io ho il 15, data nella quale mi diagnosticarono la Sclerosi multipla”. Fu una sberla dalla vita, una beffa. Da sempre Erica lavora con il corpo e ora quel corpo le viene preso, rubato ingabbiato dalla SM. Il rischio, come per quasi tutti i malati di sclerosi, è la progressiva paralisi degli arti. Cui vanno aggiunti possibili disturbi alla vista, al linguaggio. “Ci sono queste dannate cellule impazzite – spiega ironico ‘roccia’ Giuse – che per sbaglio continuano a rosicchiare la mielina, il rivestimento dei nervi necessario per la trasmissione degli impulsi dal cervello”.

Erica sta meglio
– In precedenza ha subito una fase durissima di ricaduta: “Facevo fatica anche ad alzarmi da una sedia”. Poi le cure, a base di cortisone e di un farmaco ‘santo’ di nome Tysabri, le hanno ridato fiato. “Per due anni – spiega – mi garantiranno una certa normalità di vita”. Conviene far in fretta allora, correre e danzare. Volare più in alto della SM. Sul palco si può, dice Erica che è diplomata all’Imperial society of teachers and dancers di Londra. “Ballo da 25 anni – spiega – dopo la diagnosi dei medici iniziai a pensare di portare in scena la mia tragedia, volevo farlo per dare una speranza a chi si trova nella mia stessa situazione”. E forse mettere all’angolo la SM e il pietismo di molti, con la forza degli applausi. Della ribalta. Tre sono le fasi dello spettacolo, che durerà un’ora: mezzora per l’intervento degli esperti Aism, mezzora di esibizione per Erica. Con lei sul palco “la nemica/amica stampella” come la chiama lei. Con quel dannato arnese Erica ha imparato a fare i conti, anche se nei prossimi due anni dovrebbe farne a meno. “In scena verrà anche lei, di volta in volta con un ruolo attivo e passivo”. Ad accompagnare la danza ci saranno le musiche e i video di Giuse, che è compositore. “Con le immagini – spiega il marito – proviamo a raccontare gli stadi emotivi della malattia, cerco di riprodurre anche con le note le sensazioni di Erica”.

Dirty dancing? – I ‘balli proibiti’ parlano allora della fase 1, La scoperta della malattia. E’ il momento “della tragedia, del mondo che ti crolla addosso”. Poi arriva il capitolo 2, l’Accettazione: “Quella in cui, scherzando, dissi a mia mamma ‘Vorrà dire che sulla mia tomba scriverete il nome e poi la frase ‘Avvocato che mai esercitò’”. La ballerina, per inciso, è infatti anche un legale. Lavora a Reggio con i servizi sociali. Seppe della malattia 15 giorni prima di discutere la tesi di laurea in Giurisprudenza, all’Università di Parma: “Mia mamma studiò per me, io devo ammettere che in quel momento mollai”. Ma eccoci al volume 3 di questi Dirty dancing dell’ostinazione: ‘La vittoria’. E’ la svolta, il momento “in cui capisci che la malattia può toglierti due gambe ma non la razionalità” s’illumina Erica. E’ qui che la sclerosi mostra il fianco, scopre le sue carte. Ed è sconfitta. “Qui io capisco che sono più forte – dice la ballerina che danza sul filo del coraggio – e che mai la SM potrà impedirmi di continuare a fare quello che ho sempre fatto, a ballare per esempio”. Giuse non smette di guardarla, più placido di lei che è un piccolo vulcano. E’ lui la vera stampella di Erica. La SMania di vivere e di amare.