18 MAGGIO 2012 – Teatro della Tosse – Genova
28 MAGGIO 2012 – Teatro dell’Opera di Sanremo – Sanremo (IM)
30 GIUGNO 2012 – Inaugurazione “Moncalvo in Danza 2012″ – Moncalvo (AT)
Mia McSwain ed Erica Brindisi
Erica e Giuse
MANFREDONIA – “SMania di vivere” è il titolo dello spettacolo ideato e danzato da Erica Brindisi e scritto/diretto/musicato da Giuse Rossetti, che torneranno in Puglia – dopo due date di maggio scorso presso l’Oda Teatro di Foggia - sabato 24 marzo alle ore 21 al Teatro Comunale di Manfredonia. Buona parte del ricavato di ogni singola performance è devoluto alle associazioni territoriali che decidono di ospitare e supportare lo spettacolo; solitamente si tratta delle AISM locali, i cui fondi sono destinati al sostegno dell’assistenza ai malati o della ricerca scientifica.
Lei si chiama Erica (nata a Foggia ma residente ormai da anni a Fidenza, dove ha completato i suoi studi e ha cominciato a lavorare come avvocato) e oggi è una trentenne – come tante altre ma allo stesso tempo formidabile – che ha deciso di mettere su uno spettacolo di teatro danza incentrato sul tema della malattia che gli è stata diagnosticata anni fa (la Sclerosi Multipla). In questa occasione speciale andrà in scena la vita e la forza del fisico e della volontà razionale che lo motiva, e sarà un evento sorprendentemente commovente per la delicatezza e l’equilibrio della resa generale (testi, musiche, movimenti e immagini in video) in cui mai predomineranno toni eccessivamente tendenti all’esteriorizzazione o all’interiorizzazione di uno stato personale pur difficile da affrontare pubblicamente. «Dopo avere assistito al mio spettacolo una ragazza che aveva deciso di non ballare più mi ha confessato di aver cambiato idea… ecco perché lo faccio», ha spiegato Erica Brindisi al pubblico di Foggia lo scorso maggio.
Una giovane donna che fin da bambina ha amato danzare, e che ha studiato e perfezionato negli anni un’espressione artistica che passa più di altre attraverso il corpo; una che ha coltivato una passione (fino a conseguire un diploma da ballerina presso l’Imperial Society of Teachers of Dancing di Londra) alla quale non intende rinunciare nemmeno nel momento più difficile della resa dei conti con un preciso e insidioso limite fisico. Anzi, è proprio lì che si apre il campo della sfida, e fiorisce la volontà di librarsi in volo sulla stampella-compagna fedele di un nuovo percorso ma mai rifugio di rassegnazione sul quale restare troppo a lungo adagiata. (Annarita Favilla – 19 marzo)

La città ancora capitale della danza nella prossima estate
Erica è infatti due cose insieme e dunque sintesi perfetta dell’impensabile: ballerina e paziente affetta da Sm, da sclerosi appunto. Insieme a suo marito, Giuse Rossetti – un grande uomo che sta dietro a una grande donna – un giorno del 2010 capì d’essere più tosta di quel destino che con perfida ironia provava a paralizzarle il corpo: proprio a lei, che con i muscoli lavora e si emoziona dall’età di sei anni, da quando cioè indossò per la prima volta le scarpette. Nacque così un insolito pezzo di teatro danza che in mezzora di stiramenti e spaccate fa carta straccia di tabù e precetti medici: “Decidemmo insomma di mettere in scena la malattia – racconta – di farne arte per dimostrare che la sclerosi multipla si può battere”.
Lo spettacolo si chiama “SMania di vivere”, dove le maiuscole non sono casuali. Sul palco ci sono Erica e una stampella, sua compagna di vita dal “15 settembre 2006 (e potrei dirti anche l’ora)” come puntualizza lei: “Gli americani hanno l’11 settembre, io ho il 15, data nella quale mi diagnosticarono la Sclerosi multipla”. L’esibizione dura trenta minuti e sintetizza gli stadi esistenziali della malattia: Scoperta, Accettazione, Sconfitta (morale almeno) del male “che può togliermi le gambe ma non la razionalità”. Le musiche le ha composte Giuse, la roccia da cui germoglia questo fuscello tenace che è Erica: chi li guarda sente che i due insieme possono tutto. E infatti. Dopo un anno i “dirty dancing” dell’ostinazione (guai a parlare di “coraggio” e luoghi comuni del genere) hanno scosso l’Italia.
Partita da un piccolo teatro di provincia, a Rovoleto di Cadeo nel piacentino, la piéce ha conquistato i teatri di Vicenza, Rovereto, Forlì, Fontanellato (Parma), Pontenure (Piacenza), Milano, Como, Foggia, Messina, Busto Arsizio (Varese), Roma “dove avevamo anche il patrocinio di Roma Capitale – dice ‘Giuse’ con gli occhi che ridono – e più sponsor di Bruce Springsteen”. Il ricavato, ogni volta, è andato alle Aism, le sedi locali dell’Associazioni italiana sclerosi multipla fondamentali per la riuscita dello spettacolo . Lo scorso 30 novembre, poi, l’apoteosi: esibizione fuori confine, addirittura al teatro “Principessa Grace” del Principato di Monaco. Alla fine anche Parma s’è accorta di lei, di loro: “In casa nostra in effetti è stato più faticoso organizzare SMania di vivere” dicono i due, lei originaria di Foggia ma residente da tempo nel parmense. Anche in questo caso “un grazie va all’Aism e al Comune che ha coorganizzato la serata”.
Un attimo però. Fermi con le lacrime facili: “Ci tengo a non passare per la ‘ragazza coraggio’ - mette in chiaro Erica – per la poveretta che tutti vengono a guardare perché malata, né voglio che si pensi all’utilizzo strumentale della malattia che è e resta un’esperienza drammatica e terribile”. In questi mesi, anzi, la ballerina ha ricevuto varie proposte professionali. A Milano, per dire, s’è fatto avanti nientemeno che Michele Villanova, ex primo ballerino della Scala: “Mi ha proposto di fare un passo ulteriore, di andare oltre la rappresentazione della sclerosi e fare la danzatrice a tutto tondo. Per me è stato un onore e l’ho ringraziato”. Però Erica ha in mente altro: “Io voglio che si parli della sclerosi, punto e basta”. E cita due episodi, due perle che autorizzano anche i lucciconi agli occhi: “Per me i risultati più importanti sono quelli che riguardano le vite dellepersone”.
Così è stato per quella ragazza, ballerina anche lei, che quando a 13 anni seppe di essere affetta da Sm smise di danzare. “Ebbene, dopo aver visto il mio spettacolo – ricorda Erica – quella ragazza ha ricominciato. E Così è capitato anche a Foggia, dove una studentessa ha assistito ad una rappresentazione e da allora ha cambiato il suo approccio con la madre malata”. Prego allora, accomodarsi in sala. Va in scena la vita che danza con il male.
di MARCO SEVERO


di Martina Vagini
Erica Brindisi, protagonista dello spettacolo “SMania di vivere” ha 31 anni, è sposata con il musicista Giuse Rossetti con cui ha ideato e realizzato questo spettacolo di Teatro Danza sulla Sclerosi Multipla. È un avvocato e lavora presso il Centro di Servizio per il volontariato di Reggio Emilia. La sua vera passione però è sempre stata la danza che studia da quando aveva 6 anni e che non ha abbandonato neanche dopo la diagnosi di SM nel settembre del 2006 all’età di 26 anni. E ora…balla con una stampella trasformandola in un personaggio da palcoscenico, tanto spettacolare e vincente quanto una ballerina.
Come superare i limiti - La danza e il teatro uniti per raccontare i turbamenti e la voglia di vivere di chi scopre di essere affetto da sclerosi multipla. Nella performance “SMania di Vivere” – che arriverà mercoledì 25 al Teatro Nuovo Rebbio di Como, Erica Brindisi racconta la sua esperienza con il linguaggio della danza. La ballerina scopre di essere affetta da sclerosi multipla e inizia un percorso di presa di coscienza di sé e del suo rapporto con la malattia, guidato da una tenace forza di volontà che la porterà a continuare a vivere la sua passione per la danza. Il messaggio è positivo e carico di speranza. Musica, danza, videoproiezioni e brani recitati si alternano nelle tre parti in cui è diviso lo spettacolo. La prima narra della scoperta della sclerosi multipla e della paura legata al senso di vuoto e perdita di orizzonti. La seconda porta la danzatrice ad una riflessione interiore e all’accettazione del proprio stato, fino alla capacità di convivere con la malattia. Nella terza parte Erica “vince” acquisendo la consapevolezza di potersi esprimere al di là dei limiti che la sclerosi multipla impone. Il 20% all’AISM - Parte del ricavato dello spettacolo verrà devolutoalle sedi locali dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla. Un modo concreto per aiutare la ricerca grazie al contributo degli spettatori che, dal Nord al Sud dell’Italia, stanno rendendo questo evento un successo di passaparola. Gli artisti sono guidati dal principio che la ricerca, come l’arte, non si possono fermare e che necessitano del contributo di tutti. Oltre a Erica hanno collaborato alla nascita di “SMania di Vivere”: Giuse Rossetti, compositore dei brani, regista ed autore dei testi; Federica Giglio, voce narrante e Margherita Gargiulo, coautrice dei testi assieme a Giuse Rossetti.Alessio Magnani
Amici di SMania,
di Annarita FavillaE&G

Armani Junior Program organizza un evento a scopo benefico al quale tutti gli AMICI del SANGA non possono mancare. Vi proponiamo uno Spettacolo di Teatro Danza sulla Sclerosi Multipla che si chiama “SMania di vivere” ed è realizzato da Erica Brindisi e Giuse Rossetti, parte del ricavato di questo spettacolo verrà donata all’AISM. Qualcuno si potrà chiedere che cosa c’entra il Sanga con la Sclerosi Multipla e perchè una Società Sportiva spende tempo ed energie per organizzare uno spettacolo di danza? La risposta è semplice: chi conosce la storia del San Gabriele e delle persone che in questi anni hanno compiuto questo cammino, sa che hanno sempre avuto un’attenzione speciale al disagio giovanile e che ha speso moltissime energie a sviluppare iniziative tese all’integrazione e alla solidarietà fra le varie culture presenti sul nostro territorio. Questa volta è diverso: ci cimentiamo in un campo nuovo ma altrettanto affascinante, perchè ci ha colpito la storia di Erica, una ragazza che con questo spettacolo di Teatro Danza vuole raccontare i turbamenti, le ansie e i timori di chi vive quotidianamente questa patologia e, nel contempo, lanciare un messaggio di speranza attraverso un atteggiamento positivo e tenace, quindi Speranza – Positività- Tenacia è inutile sottolineare che hanno molto a che fare con il mondo Sanga. Noi nel realizzare questa iniziativa abbiamo sempre pensato alle nostre famiglie, atleti e istruttori compresi che dovranno essere presenti in massa perchè è importante che quel giorno voi ci siate a testimoniare la fedeltà ai nostri colori e ai nostri valori, chiaramente saranno benvenuti tutti anche se non legati al mondo Sanga, ecco perchè sarà importante ESSERE PRESENTI: vogliamo donare più soldi possibili all’AISM di Milano che quotidianamente combatte questa durissima battaglia contro la Sclerosi Multipla. Il costo del biglietto sarà di 10 euro per gli adulti e 5 euro per i ragazzi al di sotto dei 14 anni e per gli over 65. Grazie!
Dalla riva lontana e vicinissima da cui ci divide un filo sottile quanto un nulla. La storia, di una danzatrice d’eccezione. Erica Brindisi, ammalata non ancora trentenne di sclerosi multipla. Che riesce a portare in scena la sua malattia, e con lei danzare… Storia di Erica, ballerina da quando aveva sei anni, e che la danza ancora riesce, dice, a far sentire viva. E calca la scena con a sua stampella, che accarezza, abbraccia, quasi culla… per spiegare a chi è ammalato, ma anche a noi, noi ancora illusi di essere sull’altra riva, che il corpo e l’animo possono essere più forti di una malattia che li vuole ingabbiare. E a vederla muoversi quasi non si pensa quanto questa danza costi impegno fatica e dolore… non si pensa cosa significhi ogni volta, dopo le ricadute, le crisi, le paure, ricominciare… Ed Erica ogni volta ha ricominciato, per non smettere mai più. Per danzare per tutti noi la sua smania di vivere. Smania di vivere è anche il titolo dello spettacolo. Tre atti come le tre fasi della malattia: la rabbia, l’accettazione, la vittoria. Che non è, dice Erica, vittoria sulla malattia, perché dalla malattia, dice, non si guarisce. Ma è vittoria sul male che ci vuole annichilire. E’ c’è da crederle, vedendola muoversi sulle note che per lei ha scritto Giuse Rossetti, compagno nell’arte e nella vita. Giuse, che di Erica, qualcuno ha detto, è la vera stampella, e che sorridendo dice che sì, che forse è vero, e che ci vuole ottimismo, che, soprattutto ci vuole molto amore, che è cosa, dice, che purtroppo non tutti hanno. Non tutti, purtroppo. Un pensiero ad Erica e Giuse. In attesa che con il loro spettacolo riprendano a girare l’Italia, e a mettere in scena tutta quella loro smania di vivere. Inguaribile.
MILANO – Sul palcoscenico solo lei e la stampella che, come un fedele compagno di danza, accompagna i passi, sorregge i volteggi leggeri, misura lo spazio tra la libertà e il limite. Erica Brindisi ha la sclerosi multipla da cinque anni, balla da quando ne aveva sei e non ha mai pensato di rinunciare alla sua passione di sempre, nonostante la malattia. Un corpo sottile e asciutto, capelli lisci che incorniciano un viso regolare e uno sguardo fermo, il parlare deciso e coinvolgente: tutto nella presenza di Erica si traduce in energia, ma non solo. Anche in consapevolezza, in volontà, in voglia di vivere, anzi in “SMania di vivere”, come recita il titolo dello spettacolo di teatro danza che la vede protagonista.
LO SPETTACOLO – Foggiana di nascita ma fidentina di adozione, Erica ha 31 anni e di mestiere fa l’avvocato presso il Centro servizi per il volontariato di Reggio Emilia. Ha iniziato da piccola a studiare danza classica e moderna, diplomandosi poi all’Imperial Society of Teachers of Dancing di Londra. Da pochi anni si è avvicinata al teatro danza, un genere, come lei stessa spiega, «in cui non c’è solo la tecnica, ma anche l’interpretazione. Gli spettacoli di teatro danza sono racconti veri in cui la musica accompagna movimenti e parole, racchiudendoli in una cornice di grande suggestione emotiva». E, di certo, le emozioni non mancano nello spettacolo che Erica ha allestito insieme con il marito musicista Giuse Rossetti. «”SMania di vivere” è il racconto della scoperta della mia malattia – dice Erica – dal rifiuto all’accettazione, fino alla presa di coscienza che per continuare a vivere bisogna che la si guardi in faccia ogni giorno, che si impari a convivere con i nuovi limiti che la sclerosi multipla pone. La vera vittoria non è guarire, ma continuare a fare quello mi piace, adattandomi volta per volta alle mie diverse condizioni». Sulla scena Erica danza con la sua stampella su musiche e testi composti da Giuse Rossetti, alternando parti recitate a ballo; racconta di sé e di come la sua vita sia cambiata all’improvviso con una grazia e una leggerezza che sembrano contraddire il dramma della scoperta. Una contraddizione solo apparente, poiché la grazia dei movimenti e il ritmo pulito e sobrio delle musiche svelano invece una consapevolezza lucida e forte.
IL SOSTEGNO DELL’AISM – Grazie alla rete capillare delle sedi Aism del centro Italia, lo spettacolo sta facendo il giro dei piccoli teatri di provincia, riscuotendo un successo insperato. Sul sito www.smaniadivivere.com si possono conoscere le prossime tappe e lasciare commenti e contributi, così come si può partecipare al gruppo sempre più numeroso su Facebook. «Abbiamo ricevuto inviti anche dalla Sicilia e siamo impegnati fino a giugno 2011. Ci tengo a sottolineare che il ricavato degli spettacoli viene devoluto all’AISM e, dunque, alla ricerca. “SMania di vivere” è uno spettacolo che si serve dell’arte per comunicare in modo diverso la malattia e chi viene a vederlo lo fa anche perché vuole sapere e capire fino a che punto la sclerosi multipla condiziona e limita la vita di chi ne è colpito». Anche se, come recita uno dei testi di Rossetti che accompagnano Erica nella sua performance, «il limite dei limiti è pensare che a qualcosa possa non esserci rimedio. Alla morte forse, ma dimenticarsi che siamo vivi cos’è se non una pazzia?».
Mariateresa Marino
di MARCO SEVERO
Danza e non si ferma Erica Brindisi. Salita sul palco un mese fa, la 31enne che balla con la sclerosi multipla non è quasi più scesa. Per lei, foggiana d’origine e fidentina d’adozione, prima un teatro di provincia con il debutto il 23 ottobre nel piacentino. Poi la chiamata della tv, in studio da Maurizio Costanzo e a Domenica In “con il mio mito Lorella Cuccarini”. Il telefono intanto squilla, le nuove date si accavallano: “Prossimo appuntamento – annuncia ormai lanciata – il primo dicembre a Forlì”. Piace e conquista SMania di Vivere, lo spettacolo di teatro-danza di cui Erica è protagonista. Con lei sulla scena una stampella, perno sui cui ruota il suo mondo dal 2006: “Era il 15 settembre, potrei dirti anche l’ora, quando mi venne diagnostica la sclerosi” dice. “Grazie alle cure e alla forza di volontà riesco ancora a portare avanti la mia passione, la danza”. Al suo fianco ridono gli occhi di Giuse Rossetti… continua a leggereDi SIMONA GIACOBBI
loro. Abbiamo avuto l’onore di chiacchierare con Maurizio Costanzo, per parlargli della nostra iniziativa. Ne è stato entusiasta, gli autori hanno quindi deciso di ospitarci in questa trasmissione. Mettere piede al Teatro Parioli è stato emozionante, specie perchè, pur non essendoci mai stati prima, la sensazione era quella di entrare in un luogo molto familiare. Sarà che su questo palco hanno girato 4.391 puntate del Maurizio Costanzo Show nell’arco di 25 anni, quindi il Parioli è stato una sorta di ulteriore stanza nelle case di tutti gli italiani. Un particolare ringraziamento va a Pierluigi Pisa, l’autore che ci ha accudito in questa avventura. Ovviamente un grazie di cuore va anche a tutta la produzione RAI, sempre attenta e pronta a soddisfare ogni esigenza degli ospiti.In questa sezione potete vedere le foto degli spettacoli:
http://smaniadivivere.com/galleria-fotografica/
Le immagini della prima teatrale sono state realizzate da Nicola Franchini

Intervista a cura di Enrica Marcenaro

I turbamenti, le ansie e i timori di chi vive quotidianamente con una sclerosi multipla e, al contempo, un messaggio di speranza lanciato attraverso un atteggiamento positivo e tenace.
È uno spettacolo particolare, SMania di vivere – con la S e la M maiuscole, a indicare appunto la sclerosi multipla – ma di assoluto valore, anche artistico, che ha per protagonista Erica Brindisi, 31 anni, danzatrice, che insieme al marito, il compositore Giuseppe “Giuse” Rossetti, si è letteralmente inventata questa rappresentazione di teatro danza, per «mettere in scena la malattia, facendone arte, per dimostrare che la sclerosi multipla si può battere», come ha raccontato recentemente la stessa Erica al quotidiano “la Repubblica“, ove è apparso un bel servizio curato da Marco Severo.
Tutto quindi nasce, come spiega Giuse Rossetti – che nello spettacolo cura le musiche e i video - «dall’esperienza vissuta dalla protagonista, affetta da sclerosi multipla che, nonostante tutto, continua la sua lotta contro la malattia,senza rinunciare alla danza, la sua grande passione».
Sono idealmente tre le parti in cui è diviso lo spettacolo. «La prima di esse – continua Rossetti – è dedicata alla scoperta della sclerosi multipla e alla sensazione di vuoto e smarrimento che la caratterizza. La seconda, più riflessiva e introspettiva, è dominata dall’accettazione del proprio stato e dalla convinzione di poter riuscire a convivere con la malattia. La terza e ultima parte parla della “vittoria” sulla patologia, intesa non ovviamente come guarigione, ma come consapevolezza del poter riuscire ad esprimersi in modo incondizionato, nonostante i limiti che la malattia stessa porta o porterà».
Sensibilità, dunque, coraggio, speranza, ma anche solidarietà. Infatti, parte del ricavato di ogni rappresentazione dello spettacolo – e prossimamente ce ne saranno molte, soprattutto in Emilia Romagna – andranno alle Sezioni dell’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), per finanziarne le attività e sostenere le ricerche sulla malattia.
«La sclerosi multipla può toglierti due gambe, ma non la razionalità», ha dichiarato ancora Erica alla «Repubblica», «e portare in scena la mia storia credo possa essere un bel messaggio di speranza per chi si trova nella mia stessa situazione». (S.B.)
E’ molto importante l’interesse che state dimostrando verso la nostra iniziativa. Anche su Facebook i contatti ed i messaggi crescono di giorno in giorno: l’unione fa la forza. Ne approfitto per ringraziare pubblicamente i cari amici Stefano Chiodaroli, Enrico Bertolino, Saturnino, Fabrizio Casalino e Marcello Macchia, perchè non hanno esitato un solo secondo a divulgare nel loro spazio la notizia del nostro spettacolo. D’altronde la sensibilità dei grandi artisti si vede anche da questi piccoli grandi gesti… Nel corso di questa mattina dovrebbero arrivare altre tre date da inserire in cartellone, verrà così aggiornato il calendario il prima possibile.
Restiamo in contatto.
Buona giornata a tutti voi.
La prima andrà in scena al Teatro di Roveleto di Cadeo (PC), il 23 ottobre alle ore 21:00. A presentare lo spettacolo interverranno personalità AISM e FISM, per parlare delle ultime novità nel campo della ricerca.
di MARCO SEVERO

Sul palco una ballerina e una stampella. Titolo dello spettacolo, ‘SMania di vivere’. Le maiuscole non sono casuali perché la ballerina ha la SM, la Sclerosi multipla. Lei si chiama Erica Brindisi, è un fuscello con un sorriso e due occhi che brillano. Balla da quando aveva 6 anni, Erica. Adesso ne ha 31, come suo marito che è una roccia e si chiama Giuse (Giuseppe) Rossetti. Insieme Erica e Giuse hanno capito d’essere più tosti della SM e si sono inventati un pezzo di Teatro danza: “Mettiamo in scena la malattia, ne facciamo arte per dimostrare che la sclerosi multipla si può battere”.
Tutto normale, semplice anche. “No, affatto – dice Erica – chi mi vede adesso non sa quanto dolore c’è dietro una scelta del genere”. Giuse l’accarezza con gli occhi, chi li guarda capisce che questi due insieme possono spaccare una montagna. La prima dello spettacolo ci sarà il 23 ottobre prossimo alle 21. Appuntamento al teatro di Rovoleto di Cadeo, in provincia di Piacenza. Le Aism del piacentino, le sedi locali dell’Associazione italiana sclerosi multipla, sono state le prime ad accogliere la proposta. Spericolata e inedita. A teatro verranno anche assessori e rappresentanti delle istituzioni da diverse provincie del nord Italia. La speranza è che anche a Parma qualcuno si accorga di loro: finora la risposta non è stata incontenibile. Erica e Giuse vivono a Fidenza, lei è foggiana di origine (“mi raccomando di non fare confusione fra Foggia e il cognome Brindisi” ride).
Quel 15 settembre – All’età di 26 anni, “il 15 settembre 2006 e potrei dirti anche l’ora”, la ballerina Erica seppe quella cosa: “Gli americani hanno l’11 settembre – dice lei con una forza irriducibile – io ho il 15, data nella quale mi diagnosticarono la Sclerosi multipla”. Fu una sberla dalla vita, una beffa. Da sempre Erica lavora con il corpo e ora quel corpo le viene preso, rubato ingabbiato dalla SM. Il rischio, come per quasi tutti i malati di sclerosi, è la progressiva paralisi degli arti. Cui vanno aggiunti possibili disturbi alla vista, al linguaggio. “Ci sono queste dannate cellule impazzite – spiega ironico ‘roccia’ Giuse – che per sbaglio continuano a rosicchiare la mielina, il rivestimento dei nervi necessario per la trasmissione degli impulsi dal cervello”.
Erica sta meglio – In precedenza ha subito una fase durissima di ricaduta: “Facevo fatica anche ad alzarmi da una sedia”. Poi le cure, a base di cortisone e di un farmaco ‘santo’ di nome Tysabri, le hanno ridato fiato. “Per due anni – spiega – mi garantiranno una certa normalità di vita”. Conviene far in fretta allora, correre e danzare. Volare più in alto della SM. Sul palco si può, dice Erica che è diplomata all’Imperial society of teachers and dancers di Londra. “Ballo da 25 anni – spiega – dopo la diagnosi dei medici iniziai a pensare di portare in scena la mia tragedia, volevo farlo per dare una speranza a chi si trova nella mia stessa situazione”. E forse mettere all’angolo la SM e il pietismo di molti, con la forza degli applausi. Della ribalta. Tre sono le fasi dello spettacolo, che durerà un’ora: mezzora per l’intervento degli esperti Aism, mezzora di esibizione per Erica. Con lei sul palco “la nemica/amica stampella” come la chiama lei. Con quel dannato arnese Erica ha imparato a fare i conti, anche se nei prossimi due anni dovrebbe farne a meno. “In scena verrà anche lei, di volta in volta con un ruolo attivo e passivo”. Ad accompagnare la danza ci saranno le musiche e i video di Giuse, che è compositore. “Con le immagini – spiega il marito – proviamo a raccontare gli stadi emotivi della malattia, cerco di riprodurre anche con le note le sensazioni di Erica”.
Dirty dancing? – I ‘balli proibiti’ parlano allora della fase 1, La scoperta della malattia. E’ il momento “della tragedia, del mondo che ti crolla addosso”. Poi arriva il capitolo 2, l’Accettazione: “Quella in cui, scherzando, dissi a mia mamma ‘Vorrà dire che sulla mia tomba scriverete il nome e poi la frase ‘Avvocato che mai esercitò’”. La ballerina, per inciso, è infatti anche un legale. Lavora a Reggio con i servizi sociali. Seppe della malattia 15 giorni prima di discutere la tesi di laurea in Giurisprudenza, all’Università di Parma: “Mia mamma studiò per me, io devo ammettere che in quel momento mollai”. Ma eccoci al volume 3 di questi Dirty dancing dell’ostinazione: ‘La vittoria’. E’ la svolta, il momento “in cui capisci che la malattia può toglierti due gambe ma non la razionalità” s’illumina Erica. E’ qui che la sclerosi mostra il fianco, scopre le sue carte. Ed è sconfitta. “Qui io capisco che sono più forte – dice la ballerina che danza sul filo del coraggio – e che mai la SM potrà impedirmi di continuare a fare quello che ho sempre fatto, a ballare per esempio”. Giuse non smette di guardarla, più placido di lei che è un piccolo vulcano. E’ lui la vera stampella di Erica. La SMania di vivere e di amare.